In difficoltà con le bollette? Nessun problema: l’Autorità dell’Energia inventa la riscossione coattiva automatica ed il registro dei morosi.

bolletta

Da un Position paper per il Movimento Difesa del Cittadino.

Il  Sistema Indennitario e la Banca dati relativa agli Inadempimenti dei clienti finali nel Settore Energetico.

Da tempo manifestiamo   la nostra contrarietà e perplessità avverso alcuni recenti provvedimenti assunti dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas e ritenuti altamente lesivi dei diritti dei consumatori utenti del settore energetico a tutto vantaggio delle società di commercializzazione.

Oggetto di tali critiche sono i meccanismi ideati quest’anno nell’ambito del Sistema informativo integrato, ovvero il SIND[1] (Sistema Indennitario) in vigore dal 1° Novembre 2012 per gli eventuali insoluti con il gestore uscente e la BICSE[2] (Banca dati relativa agli Inadempimenti dei clienti finali nel Settore Energetico), in corso di strutturazione, entrambi affidati alla gestione dell’Acquirente Unico.

Riteniamo che, più che agevolare la trasparenza del mercato energetico, dei suoi flussi informativi e lo sviluppo di una sana concorrenza nel “mercato libero”, l’attuazione dei suddetti provvedimenti comporti enormi ed ingiustificati vantaggi per gli operatori chiamati a finanziarne le strutture e gli oneri.

SIND e BICSE rappresentano gli esempi di una nuova ed originale regolazione dell’Autorità che potremmo definire di garanzia amministrativa “pubblicistica” dal “rischio credito” dei player del mercato energetico.

Una finalità del tutto estranea a quelli che dovrebbero essere i compiti di un Regolatore.

Ancora non è chiaro, ne dimostrato, in che modo un Sistema Indennitario (che bypassa tutte le garanzie di contestazione e conciliazione paritetica del presunto credito, costringendo l’utente ad una procedura i reclamo lunga, macchinosa e meramente documentale sotto la minaccia del distacco) ed una BICSE (che si risolve di fatto nella schedatura minuziosa delle preferenze contrattuali e delle abitudini di consumo energetico di milioni di utenti, oltre che in un registro dei morosi o presunti tali) possano esser di ausilio allo sviluppo di un libero mercato dell’energia ridotto ad una giungla di offerte dalle tariffe superiori a quelle del servizio di tutela.

La richiesta di parere sulla BICSE alle Commissioni Parlamentari  e lo scenario delle morosità energetiche in Italia.

La lettura dei contenuti della richiesta di parere sula BICSE, inviata dalla AEEG il 26 Aprile di quest’anno alle X Commissioni Attività Produttive della Camera dei Deputati e del Senato, non solo rafforza la nostra netta contrarietà, già espressa pubblicamente all’AEEG, ma conferma l’ulteriore aspetto della marginalità del fenomeno morosità che l’istituenda banca dati intenderebbe arginare.

Sorprende non poco che nel documento inviato al Parlamento non si faccia alcuna menzione e quantificazione, sia pure generica, del cosiddetto “turismo energetico” che più volte lo stesso Presidente dell’Autorità ha pubblicamente richiamato tra i principali pericoli del mercato.

Una condotta da stroncare con ogni mezzo tra cui appunto l’istituendo registro dei morosi ed Sistema Indennitario su cui pure alcun riscontro è stato mai fornito dall’Autorità alle perplessità avanzate formalmente dalle associazioni dei consumatori nel Maggio di quest’anno[3] .

I dati trasmessi al Parlamento dal Regolatore quantificano invece il rapporto tra richieste di sospensione e clienti serviti in un esiguo 6% annuo (l’AEEG ha preso in considerazione un campione di venditori con oltre 50.000 clienti per un periodo di 2 anni dal 01.01.2010 al 31.12.12 indicando un tasso del 12%).

L’Autorità stessa attesta che il numero di sospensioni per clienti domestici ed imprese è diminuito nel 2011, sia al Nord che al Sud, portandosi in aumento solo nel Mezzogiorno dell’1% per le famiglie e di un ben più rilevante 8% per le piccole imprese, evidentemente strangolate dalla crisi economica.

La componente a copertura dei costi legati alle morosità è fissata in € 4,7 per cliente all’anno, per un totale di 130 milioni riconosciuti agli operatori in bolletta a copertura delle morosità, gran parte delle quali afferenti alla Pubblica Amministrazione (70%) alle PMI (20%) e solo in minima parte alle famiglie (10%).

Somma che riteniamo, almeno in parte, potrebbe ben rientrare in quel concetto di rischio d’impresa[4] che dovrebbe essere proprio di una quota del mercato energetico che, nel suo complesso, produce un fatturato annuo superiore ai 230 miliardi di euro (Fonte Rapporto Censis-Confindustria Energia 2010).

Il mercato della cessione dei crediti e l’incidenza delle garanzie dell’Autorità per l’Energia sul “rischio credito” delle aziende e sul “rating” di prodotti finanziari strutturati sui crediti stessi.

Tralasciando le ulteriori criticità e perplessità sul merito e le funzionalità della BICSE, si sottolinea l’ulteriore aspetto legato a ciò che, a nostro avviso, rischia di porre le menzionate delibere dell’Autorità al di fuori dell’ ambito strettamente regolatorio, rendendole di fatto vere e proprie garanzia pubblicistiche sulla riscossione dei crediti commerciali vantati dalle compagnie energetiche nei confronti di consumatori ed imprese.

Orbene l’Autorità sembra non aver considerato che i suddetti crediti non rappresentano una entità a se stante che resta nel mercato energetico quale sua variabile, bensì un vero e proprio bene che in quanto tale può essere oggetto dei più svariati e lucrativi utilizzi da parte delle società di commercializzazione di energia elettrica e gas.

Sappiamo che la “cessione dei crediti” è una legittima pratica di mercato posta in essere dalle imprese e quindi anche da quelle energetiche.

A titolo di mero esempio è noto che Enel Servizio Elettrico nel solo 2011 ha ceduto 1.240,8 milioni di euro per fatture emesse e 836 milioni di euro da emettere nel corso del 2012 al Credite Agricole, mentre sul  sito web di Enel spa è scritto a chiare lettere, relativamente agli strumenti per far fronte al preventivato “Rischio credito” che: nel corso dell’ultimo trimestre 2011 il Gruppo ha stipulato un accordo quadro con due primari istituti bancari per la cessione continuativa pro soluto del credito fatturato e del credito da fatturare riferito ai clienti appartenenti al mercato di maggior tutela in Italia. Tale accordo, di durata quinquennale e articolato in revolving periodo di tre mesi, prevede un valore massimo di cessione stimato in circa 14,4 miliardi di euro l’anno. 

Importi rilevanti che hanno portato a interessarci anche al successivo destino dei crediti nei confronti dei consumatori oltre al recupero che viene effettuato dal nuovo titolare.

Ebbene, una breve ricerca ci ha chiarito che, una volta ceduti i crediti, il cessionario potrà sia cederli a terzi, sia trasformarli in Asset-backed security (ABS) ovvero, come chiarisce Borsa Italiana, strumenti finanziari, un’obbligazione negoziabile o trasferibile emessa a fronte di operazioni di cartolarizzazione, garantita dagli attivi sottostanti.

L’emissione avviene a opera di una società veicolo SPV (Special Purpose Vehicle) cui sono trasferiti i crediti o altre attività finanziarie e che a sua volta emette obbligazioni (le obbligazioni ABS) collocabili sui mercati, soprattutto se hanno un buon rating.

I crediti ceduti sono costituiti a garanzia del pagamento delle obbligazioni emesse.

Esiste una stretta correlazione tra pagamento delle cedole e le somme incassate dai crediti ceduti.

Sul mercato finanziario i crediti dei consumatori dell’energia diventano merce pregiata, assumendo un grande valore sia per il cedente che per il cessionario, tanto maggiore laddove siano ulteriormente garantiti da forme di riscossione coattiva di cui si renda garante persino una Autorità amministrativa che, come nel nostro caso, ne certifichi l’esistenza, l’ammontare ed il recupero.

Le Delibere dell’AEEG che regolano il SIND (riscossione coattiva) e la proposta della BICSE (strumento di verifica del rischio credito in base ai dati dell’utente ed incentivazione al pagamento, pena l’inserimento nel registro dei morosi) incidono non solo sulla maggiore garanzia della riscossione del credito da parte del titolare, ma indirettamente, su ulteriori fattori relativi alla sua valutazione, da parte di banche e società finanziarie, di ciò che ben può divenire il “sottostante” in prodotti finanziari.

Quest’ ulteriore considerazione, unita alle perplessità sui soggetti finanziari cui le informazioni della BICSE potrebbero essere ceduti, ci porta ribadire che l’Autorità per l’energia debba ripensare i provvedimenti assunti, riconcettualizzando la propria posizione di Regolatore e non di attore del mercato sopratutto sul fronte della gestione “pubblicistica” della tutela dei crediti degli operatori6 che, come ormai noto, trovano forme di utilizzo molto lucrose ben prima di essere riscossi ed indipendentemente dal ben modesto livello di morosità degli utenti. strettamente regolatorio, rendendole di fatto vere e proprie garanzia pubblicistiche sulla riscossione dei crediti commerciali vantati dalle compagnie energetiche nei confronti di consumatori ed imprese


[2] Oggetto di consultazione pubblica con documento per la Consultazione n. 345/2012/R/COM del 02.02.12

[3] Deliberazione del 22 marzo 2012 99/2012/R/eel “Modifiche alla disciplina relativa al sistema indennitario, in tema di richieste di informazioni dei clienti finali e di mancato pagamento del corrispettivo C/mor” osservazioni e criticità del sistema 1405.12 (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, CODICI, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino).

[4]Adiconsum propone di destinare 2,5 dei 4,7 euro/anno versati dai consumatori in bolletta alla costituzione di un Fondo di solidarietà Paritetico che aiuti le famiglie in difficoltà nel pagamento delle bollette.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *