Quando lo Sceriffo di Nottingham passa per Robin Hood. Storia dell’addizionale IRES sulle energy companies…pagata da noi.

È difficile sapere cosa sia la verità, ma a volte è molto facile riconoscere una falsità.

Albert Einstein

Come  previsto la Relazione al Parlamento dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas  sulla cosiddetta Robin Hood Tax, dovuta  dalle compagnie energetiche,  ne attesta  gli   effetti disastrosi per i cittadini.

L’Art. 81  del  Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112  (convertito con Legge n. 133/08) fissava una addizionale del 5,5 % (6,5% dal 2010) dell’ imposta sugli utili delle aziende (IRES).

La norma imponeva espressamente il divieto agli operatori economici  di traslare l’onere della maggiorazione d’imposta sui prezzi al consumo, incaricando l’Autorità di vigilare, guardandosi bene però dal  fornire parametri di controllo certi e poteri sanzionatori.

Non erano mancate forti perplessità sulla strana natura di questa tassa che rischiava di trasformarsi un un boomerang  per i cittadini su cui poteva ricadere attraverso  un semplice aumento dei prezzi.

Lo stesso Presidente dell’Autorità Guido P. Bortoni aveva sottolineato gli scarsi poteri attribuitigli  e le difficoltà nell’accertamento di eventuali abusi.

Anche le associazioni dei consumatori non erano affatto convinte.

Nell’ottobre del 2009 il Presidente del Movimento difesa del Cittadino Antonio  Longo sottolineava  che:  “In carenza di un’adeguata attività di controllo, infatti, – spiega Longo – la Robin Hood Tax si trasformerebbe da imposta a carico delle imprese a “tassa alla pompa” che finirebbe per gravare unicamente sul consumatore finale il quale potrebbe addirittura essere sottoposto a una triplice “batosta” subendo la traslazione a catena dei petrolieri/estrattori, dei raffinatori e dei distributori”.

L'ex ministro dell'Economia nell'ultimo governo Berlusconi, Giulio Tremonti
L’ex ministro dell’Economia nell’ultimo governo Berlusconi, Giulio Tremonti

Nell’estate del 2011 l’ormai agonizzante Governo Berlusconi, alle prese con la propria cerdibilità oltre che  con lo  spread,  emanava ben 2 manovre finanziarie tra i mesi di Luglio ed Agosto.

Si approvava d’urgenza un  aumento dell’ addizionale Ires  dal 6,5% al 10,5% e la sua estensione anche alle imprese che operavano nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (biomasse, solare-fotovoltaica, eolica) sino ad allora esentate (art. 7 della  manovra bis Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138).

Vi rimando per i dettagli ad un mio intervento purtroppo rivelatosi profetico: Manovre finanziarie ed energie rinnovabili. Quando Robin Hood si trasforma nello Sceriffo di Nottingham.

Ed infatti dalla lettura della  Relazione al Parlamento sull’attività di vigilanza svolta nell’anno 2012 dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas   ne scaturisce  un quadro desolante.

Il Garante certifica come  l’imposta ricavata dallo Stato per il 2010 pari a 930 milioni di euro, sia stata in buona parte scaricata  sui consumatori, con incremento dei prezzi registrato attraverso la misurazione delle variazioni positive dei margini di contribuzione.

Su 222 aziende operanti nel settore dell’energia elettrica e gas ben 105 nel 2010 hanno presentato una variazione positiva del margine di contribuzione semestrale riconducibile a maggior prezzi praticati rispetto a periodi precedenti l’introduzione del divieto di traslazione.

Una parte significativa dei soggetti vigilati appartenenti al settore energia elettrica e gas, a seguito dell’introduzione del divieto di traslazione, ha adottato politiche di prezzo che hanno incrementato il margine di contribuzione dovuto all’effetto prezzo, determinando uno svantaggio per i consumatori finali.

Discorso analogo per il settore petrolifero dove su 254 operatori 94  hanno presentato una variazione positiva del margine di contribuzione semestrale riconducibile a maggior prezzi praticati.

I soli  effetti positivi che l’attività di “vigilanza” dell’Autorità  ha prodotto in termini di recupero di maggiore imposta per l’Erario, nel periodo 2008 – 2011, sono stimabili in appena circa 5 milioni di euro, importo al quale vanno aggiunte le sanzioni pecuniarie e gli eventuali interessi applicati in sede di ravvedimento, se operato.

Il documento ribadisce chiaramente che l’AEEG non ha di fatto alcun potere regolamentare o sanzionatorio, ma solo di accertamento e comunicazione al Parlamento, come sottolineato anche dalla Giustizia Amministrativa nelle sentenze seguite ai sistematici ricorsi al Tarl delle compagnie.

Secondo il Tar Lombardia “restano estranei alla funzione di vigilanza i poteri sanzionatori e prescrittivi, che sono tipici della funzione regolatoria e funzionali al suo svolgimento, ma del tutto estranei al mero controllo con finalità referente sul divieto di traslazione del tributo” (Decisioni nn. 2145/12, 2144/12, 2143/12, 2142/12, 2141/12, 2140/12, 2139/12, 2138/12).

Ma, più ancora, nelle Sentenze  viene ribadito che  che i parametri utilizzati per gli accertamenti delle violazioni dalla AEEG non garantiscono i dovuti margini di certezza.

La parola spetterà ora al Consiglio di Stato.

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Lo Sceriffo di Nottingham

In conclusione possiamo dire  che il  Robin Hood  di Tremonti ha gettato la maschera, rivelandosi  per quello che era ed è:  l’ennesimo Sceriffo di Nottingham, sguinzagliato dal fisco sul mercato dell’energia e degli idrocarburi, per agguantare un po’ di soldi.

Risultato? Un bel gruzzoletto  per l’erario (1.457 milioni di euro nel 2011) puntualmente  scaricato dalle compagnie  in buona parte sui consumatori nonostante il divieto stabilito dalla Legge che, ripeto,  non indica come accertarlo ne impone sanzioni per chi lo ignora.

Di fronte a quest’ ennesima rapina ai danni di milioni di consumatori,  sarebbe doveroso che gli attuali candidati premier ed il futuro  Governo si impegnassero per rendere più incisivi i poteri di vigilanza dell’Autorità, rafforzandoli in sede di accertamento e, sopratutto,  prevedendo  sanzioni severe per gli operatori disonesti.

Nel frattempo un esposto a qualche  Procura della Repubblica, vista  la violazione della Legge e l’ ingiusto profitto ricavato dall’aver scaricato in tutto o in parte l’imposta sugli ignari cittadini, sarebbe altrettanto raccomandabile.

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Quando Tremonti scambiava lo Sceriffo di Nottingham per Robin Hood. Storia dell’addizionale IRES sulle energy companies…pagata da noi by Francesco Luongo is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia License.

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